Fano Marinara

UN TOUR ALLA SCOPERTA DEL MARE E DELLA PESCA LOCALE
Fano città marinara da generazioni

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Il porto di Fano è un luogo che custodisce la storia della città e che, con la sua evoluzione nel tempo, ne testimonia i cambiamenti culturali, commerciali, sociali ed economici.

Fano Marinara, iniziativa promossa dal Comune di Fano, prevede l’organizzazione di visite guidate alla scoperta della marineria e del mondo della pesca tipica di questa località.

Passeggiando per le rive e le banchine del porto è possibile immergersi nell’atmosfera della vita marittima dei pescatori per conoscerne la storia e le attività quotidiane. Sul percorso, otto totem informativi fissati nei punti di interesse consentono di accedere a contenuti testuali e video.

 

LA PESCA TRADIZIONALE

L’essenza e la storia di Fano sono legate indissolubilmente allo sviluppo della zona portuale.

Il porto, realizzato nel 1616, inizia con la Darsena Borghese, il canale più antico e principale collegamento al mare, che deve il suo nome a colui che ne ordinò l’esecuzione: Papa Paolo V Borghese.
Nel tempo furono realizzate le altre darsene costruite in funzione delle attività portuali. L’area portuale è stata poi adattata alle esigenze economiche.

I cantieri per la realizzazione di natanti in ferro – e successivamente in vetroresina – hanno sostituito i vecchi cantieri, trasferiti poi nell’entroterra per esigenze di spazio. Oggi la superficie portuale comprende anche la passeggiata del Lisippo e i quadri, che sono tra i luoghi più caratteristici del lungo mare.

Il porto è incorniciato dalle colorate case dei pescatori, centrali sia per le attività lavorative che per la composizione sociale della città.

 

IL QUARTIERE DEI PESCATORI (Cogollo, Gugùl)

Può un oggetto dare nome a un luogo? Se quell’oggetto e quel luogo sono legati dalla stessa profonda tradizione, sì. È il caso del Gugùl. Il cogollo, o gugùl in dialetto fanese, è una rete che veniva impiegata per la pesca delle anguille.

Una volta posata sul fondo, la sua forma conica con restringimenti interni consente ai pesci di entrare ma di non uscire. A Fano, il Gugùl è una delle prime concentrazioni di case per gli abitanti del porto e il luogo in cui, ancora oggi, vivono i figli dei pescatori.

Il suo nome deriva dal fatto che si tratta di una stradina chiusa al fondo, proprio come il cogollo. Le case a schiera del Gugùl sono un’allegria di colori.

Su ognuna di esse troverete una mattonella che riproduce la vela di una barca.
Sulla vela, il simbolo che identifica il “casato” del pescatore che vive lì. 

 

LA PESCA NEI QUADRI (Il Quadro, El Quàder)

I quadri fanesi, che ricordano i trabucchi della costa abruzzese e pugliese, sono i casotti in legno costruiti lungo i moli già dai primi anni del ‘900.

Chiamati “bilance” o “lugèrne” a seconda delle zone, a Fano sono conosciuti come “quadri”. Una parola che viene dal dialetto fanese “quader” e che indica il perimetro quadrato di ferro su cui era fissata la rete da pesca.

Le strutture dei quadri, appoggiate su pali piantati in profondità nella sabbia, erano semplici e funzionali, e consentivano di pescare anche quando il mare era troppo mosso per uscire in barca.

Il processo di ammodernamento dei primi anni 2000 li ha adeguati alle norme di sicurezza e ha reso possibile continuare ad utilizzarli. Ma se un tempo la pesca con i quadri era anche destinata alla vendita, oggi è puramente amatoriale.

 

LA LAVORAZIONE DELLE VONGOLE

La zona portuale di Fano accoglie alcune società che si occupano di lavorare il pescato per prepararlo alla vendita.

In particolare, New Copromo, specializzata nelle diverse fasi di lavorazione delle vongole.
Qui ogni giorno arrivano le vongole che vengono trasportate poi all’impianto di controllo e vagliate per dimensione e stato. Le specie diverse dalla purassa o venus gallina vengono escluse. In seguito si effettua la divisione e il confezionamento in base alla taglia, fattore che ne determinerà il prezzo.

Il controllo prevede la verifica della provenienza dei molluschi e le analisi microbiologiche necessarie a garantire la sicurezza del prodotto finale. Nello stabilimento le macchine automatiche depurano le vongole e ne mantengono la temperatura ottimale.

 

LA PICCOLA PESCA (Darsena Piccola pesca)

La pesca è un’attività incredibile perché si evolve con la tecnologia mantenendo al contempo il fascino antico dei saperi tramandati di generazione in generazione. Le regole e le tecniche sono diverse e speci che per ogni specie e la conoscenza delle differenti realtà è fondamentale per il successo di questa attività.

Questa è la darsena per la piccola pesca. Qui sono ormeggiate le imbarcazioni della capitaneria di porto e quelle che esercitano le diverse attività di pesca. La varietà delle tecniche permette di adeguare la pesca alle caratteristiche del pescato.

Di particolare interesse quella dei motopescherecci con palangresi di superficie per la cattura di tonni e pesci spada. Una tecnica giapponese che prevede l’utilizzo di un lungo filo di nylon su cui sono agganciati numerosi ami.

Nella darsena ormeggia anche un catamarano per la lavorazione dei mitili che coltiva in un vivaio situato a due miglia dalla costa.

 

LA PESCA DELLE VONGOLE (Darsena vongolare)

Nelle Marche la pesca delle vongole era praticata manualmente già 2000 anni fa.
Lo sviluppo tecnologico ha poi rivoluzionato questa attività.

La Regione Marche detiene il più alto numero di vongolare. A Fano si trovano qui, nella darsena vongolare del porto, e pescano solo vongole spontanee.

Queste imbarcazioni sono il risultato di una lunga evoluzione tecnologica e della maggiore consapevolezza ambientale. Grazie alla tecnologia è possibile selezionare il pescato, al fine di non turbare l’equilibrio marino.

Questo tipo di pesca è identificativa del territorio e Fano ne è un polo di riferimento tanto per la pesca quanto per il commercio. Esistono rigide regole nazionali ed europee relative sia alle caratteristiche delle imbarcazioni che a quelle del pescato. I pescatori sono riuniti in un Consorzio compartimentale che gestisce l’attività.

Qui le purasse o venus gallina sono protagoniste dei più vari piatti di pesce.

 

LA PESCA A STRASCICO (Darsena strascico)

Dalla darsena vongolare al mare aperto e ritorno. I motopescherecci partono ogni mattina per la pesca a strascico al largo della costa tra Ancona e Rimini e rientrano nella notte per sbarcare il pescato da vendere al mercato ittico all’ingrosso (tappa 9). Durante la pesca, le reti vengono trainate sul fondo e la loro apertura è ottenuta con i due grossi divergenti in ferro visibili sul lato della poppa. Il fine settimana i pescatori riposano e le imbarcazioni vengono ormeggiate nella darsena in attesa del lunedì.

Nei primi anni 2000, i motopescherecci con reti a strascico attraccati al molo di Fano erano oltre 65 e operavano al largo delle coste croate.

Oggi, le norme sono più rigide e attente ai risvolti ambientali, i motopescherecci sono diminuiti a circa 10 e pescano in zone diverse, dove trovano una maggiore varietà di specie in funzione della distanza dalla costa, del fondale e del periodo di attività.

 

L’ASTA DEL PESCE (Mercato ittico)

Dal mare alla tavola, il viaggio del pescato passa sempre attraverso il mercato ittico, dove ogni giorno i pescatori portano il frutto del loro lavoro destinato alle attività che competono per acquistarlo. Perché parlare di competizione? Perché al mercato ittico ha luogo una particolare asta del pesce.

Qui sono gli acquirenti a definirne il prezzo. Prima di tutto la qualità dei prodotti viene verificata e un sorteggio definisce l’ordine di vendita.

Comincia poi “l’asta al contrario”! Il valore del pesce inizia a scendere e si ferma soltanto quando uno dei partecipanti blocca il prezzo premendo un pulsante, aggiudicandosi la cassetta.
La compravendita è rapida. Il pescato deve essere astato in poco tempo per permettere ai compratori di portarlo alle loro attività nelle migliori condizioni di freschezza. Ad asta conclusa le cassette vuote vengono recuperate e il mercato ittico lavato.

Tutto pronto per il giorno successivo.

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